I ‘locker’ tra le soluzioni per la Logistica Urbana Sostenibile

Un webinar dell’Associazione Nazionale Comunii Italiani (ANCI) per ripensare la Logistica Urbana.

Il 9 ottobre 2025 si è svolto il webinar promosso da ANCI dal titolo “Soluzioni per la logistica urbana sostenibile – La diffusione dei locker e la gestione dello spazio urbano”.

L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di offrire agli amministratori comunali, agli operatori del settore logistico e ai soggetti interessati uno spazio di confronto sulle potenzialità e criticità dei cosiddetti parcel locker e sul ruolo che tali strumenti possono svolgere nell’equilibrio tra mobilità, servizi e qualità urbana.


Tema e contesto: perché i locker sono al centro del dibattito

Negli ultimi anni, con l’aumento dell’e-commerce e l’incremento delle consegne “ultimo miglio”, cresce la pressione sullo spazio urbano: veicoli di consegna, traffico, occupazione suolo pubblico, emissioni, congestionamento. Molte città stanno sperimentando soluzioni per alleggerire il carico ambientale e funzionale in centro città, nelle zone densamente popolate, nei quartieri residenziali.

Il locker – ossia un punto fisico di consegna/ritiro automatico di pacchi – appare come una soluzione interessante: consente di raggruppare consegne, ridurre le corse puntuali, favorire modalità di trasporto più sostenibili per l’“ultimo miglio” (ad esempio, tramite bike-courier o veicoli elettrici). Tuttavia, non è una tecnologia nuova e il suo inserimento cittadino pone questioni legate a regolamentazione, integrazione urbana, accettazione sociale e coordinamento tra operatori e pubblica amministrazione.

Il webinar ha voluto esplorare queste tematiche con un taglio pratico: non solo “cosa sono i locker”, ma “cosa possono diventare” nei contesti urbani italiani ed europei e come inserirli armonicamente nel disegno della mobilità e della rigenerazione degli spazi pubblici.

Tra le questioni salienti sul tavolo:

  • Quale normativa nazionale e standard tecnici possono facilitare la diffusione controllata dei locker nei Comuni?

  • In che modo i locker possono evolvere: da semplici punti di ritiro a mini-hub di quartiere, integrati con trasporto pubblico, mobilità dolce e reti di mobilità condivisa?

  • Come pianificare e monitorare l’occupazione dello spazio urbano nei luoghi scelti, tenendo conto della concorrenza con altri usi (arredo urbano, verde, pedonalizzazione)?

  • Quali modelli operativi (pubblico, privato o partenariato) risultano più sostenibili e accettabili nei contesti locali?

Il confronto è stato facilitato grazie alla partecipazione di Comuni (Roma, Torino e Bergamo) che hanno già sperimentato queste soluzioni e di operatori (GLS, BRT  Fermopoint e Amazon) che offrono servizi di locker, con l’intento di condividere esperienze, buone prassi e ostacoli superati.


Spunti emersi e prospettive dal webinar

Da quanto è emerso nel corso dell’incontro è possibile sintetizzare alcuni spunti chiave che meritano attenzione per chi, da amministratore o tecnico locale, sta valutando di adottare soluzioni di logistica urbana basate su locker:

  1. Locker come nodi di servizio urbani
    I locker possono trasformarsi da punti di ritiro “statici” a veri nodi di servizio integrati con la mobilità locale (stazioni, fermate TPL, bike hub). In questo modo contribuiscono non solo alla logistica, ma anche alla valorizzazione del sistema urbano.

  2. Differenziazione di scala e funzione
    Non esiste un solo modello: i locker possono essere modulabili in dimensioni e capacità a seconda del quartiere, del traffico di pacchi previsto, del contesto urbano (centro storico, periferia, zona residenziale). Si possono pensare “micro-locker” per piccoli condomini o “macro-locker” integrati in hub di quartiere.

  3. Governance e pianificazione urbana
    È essenziale che l’introduzione dei locker non avvenga in modo disordinato, ma sia parte di una pianificazione urbana strategica con criteri per la scelta dei siti, regole di accesso, vincoli estetici/urbani e modalità di gestione condivisa con operatori privati.

  4. Integrazione con modalità a basso impatto
    I locker funzionano al meglio se le ultime tratte delle consegne sono realizzate con modalità sostenibili: cargo bike, veicoli elettrici, corrieri a basso impatto. Ciò richiede coordinamento e incentivi sul piano locale.

  5. Supporto normativo e incentivi nazionali
    Molti territori lamentano l’assenza di una regolazione nazionale chiara per i locker urbani. Un quadro normativo che dia certezze agli operatori e ai Comuni è considerato fondamentale per accelerare la diffusione in modo virtuoso.

  6. Accettazione da parte dei cittadini
    Per funzionare, i locker devono essere ben collocati, facili da usare, sicuri e ben integrati nel tessuto urbano (aspetto estetico, segnaletica, orientamento). La comunicazione ai cittadini e l’interfaccia user friendly sono elementi di non poco rilievo.


Implicazioni per i Comuni: linee guida per partire

A valle del webinar, per un Comune che volesse esplorare l’adozione dei locker si possono suggerire alcune linee guida operative:

  • Realizzare una mappatura preliminare dei flussi di consegna e individuare gli “hot spot” logistici (quartieri con elevato volume di pacchi, zone densamente popolate, aree commerciali)

  • Coinvolgere gli operatori logistici locali in un tavolo tecnico per valutare modelli di cooperazione e investimenti condivisi

  • Elaborare un piano regolatore locale per lo spazio pubblico con criteri per l’allocazione dei locker (dimensioni massime, vincoli estetici, modalità di manutenzione)

  • Sperimentare modelli pilota in alcuni quartieri, monitorando traffico, utilizzo, impatto sul veicolato e gradimento degli utenti

  • Prevedere incentivi locali per corrieri che adottino veicoli a basso impatto nelle consegne ultimo miglio

  • Curare l’interfaccia con gli utenti finali: app, notifiche, usabilità, servizi post-ritiro (ritiro residuale, rimborsi, gestione anomalie)


Conclusione: un passo verso città più intelligenti e sostenibili

Il webinar ANCI del 9 ottobre 2025 ha illustrato come i locker urbani rappresentino una delle leve concrete per riorganizzare la logistica cittadina, con ricadute positive su traffico, emissioni e qualità della vita urbana. Tuttavia, la loro semplice installazione non basta: serve una visione integrata che tenga insieme mobilità, urbanistica, regolamentazione e partecipazione cittadina.

Per i Comuni, l’adozione di queste soluzioni può essere un volano di innovazione urbana, se accompagnata da strategie lungimiranti e collaborazioni efficaci. Le sfide non mancano – regolamentazione, compatibilità con il paesaggio urbano, equilibrio fra usi – ma l’interesse crescente e le esperienze emergenti indicano una direzione concreta verso città più moderne, funzionali e sostenibili.

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