Come cambia la Supply Chain nel processo di vendita di un’auto elettrica?

ricarica per auto elettriche

Mentre le Supply Chain del passato erano incentrate sulla disponibilità, il movimento e il costo degli asset fisici, le Supply Chain di oggi influenzano la qualità dei prodotti e dei servizi, la consegna, i costi, l’esperienza dei clienti, la redditività e la sostenibilità dell’ambiente.

In questa fase le aziende produttrici e distributrici di veicoli si ritrovano a cambiare il loro approccio alla vendita: un veicolo elettrico, infatti, per quanto sia esteticamente accattivante, tecnologicamente avanzato e di base molto accessoriato, rispetto ad un veicolo tradizionale incontra, oggi, ancora alcuni ostacoli alla vendita. In questa intervista, Sara Capetti, esperta del settore e Sales Administrator presso Subaru Italia S.p.A., spiega i cambiamenti radicali nel settore Automotive dovuti alla transizione verso l’energia elettrica.

Sara, come cambia la supply chain nella fase di vendita?

“La preoccupazione da autonomia, la carenza delle infrastrutture di ricarica specie in alcune zone del paese, il prezzo di listino elevato sono alcuni degli elementi con cui il potenziale acquirente di macchine elettriche deve fare i conti. In più, le BEV portano con sé una serie di servizi (per esempio, la ricarica) che l’auto a combustione interna non presenta.”

Quanto influisce la gestione e il costo dello smaltimento delle batterie sulle vendite future?

“L’introduzione delle auto elettriche è considerata una svolta importante nello sforzo di decarbonizzare il settore dei trasporti e nella riduzione delle emissioni di CO2 sul lungo termine. Tuttavia, non si può fare a meno di considerare il tema delle batterie, l’elemento centrale e più problematico di un’auto elettrica dal punto di vista dell’economia circolare.

La domanda più frequente che viene posta è come verrà gestito lo smaltimento della batteria, se ci sarà la possibilità di recuperare anche solo in parte alcune delle materie prime che la compongono e se si riuscirà ad abbattere il costo di smaltimento che ad oggi è ancora elevato.

La ricarica delle auto BEV

Considerando che il litio contenuto nelle batterie è un materiale pericoloso, quando arriva alla “fine” del suo ciclo di vita la batteria deve essere gestita con particolare cura e perizia.

Il ritiro delle batterie automotive al litio viene gestito attraverso una serie di fasi complesse, prima fra tutte l’imballaggio che, per motivi di sicurezza e nel rispetto della normativa ADR (n.d.r. Regolamento Trasporto Merci Pericolose su Strada), deve avvenire in box/casse appositamente studiate e i cui costi sono molto elevati.

Lo step successivo riguarda il trasporto che impone l’utilizzo di veicoli in ADR caratterizzati da equipaggiamenti di serie specifici e che, per poter essere condotti, richiedono una Patente di Guida dedicata, il cosiddetto Patentino ADR. A ciò si aggiungano la fase di stoccaggio – se prevista –  e, infine, la fase di trattamento.

Quest’ultimo passaggio contribuisce in maniera importante ad aumentare i costi generali di gestione, in quanto il costo di smaltimento delle batterie al litio per auto elettriche presenta tariffe che – in media – possono variare da 4 a 4,50 euro al kg.

Questo valore dipende dalle condizioni del dispositivo e dalla configurazione tecnica prevista dal produttore delle batterie per il loro riuso.

L’insieme di questi fattori rilevanti possono impattare in modo significativo sull’economicità aziendale e sulle vendite.”


Sara Capetti

Sara Capetti ha lavorato nel settore Automotive per diversi anni maturando buone conoscenze sia nell’ambito dei veicoli commerciali che delle auto e in particolare approfondendo nozioni riguardo le innovazioni tecnologiche che stanno rapidamente cambiando l’impostazione delle case produttrici. La sua passione per la natura la porta a seguire con particolare interesse l’evoluzione sostenibile dei mezzi di trasporto su gomma.

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