La fase di produzione e di trasporto della Supply Chain: ICE vs BEV

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In questo momento storico, le sfide che l’industria dei camion deve affrontare evidenziano l’importanza della gestione della Supply Chain. L’attuale crisi semiconduttori  (i chip sono ormai essenziali per molti sistemi tecnologici dei veicoli e ancor più per i veicoli elettrici a batteria BEV) sta provocando impatti notevoli nel settore Automotive, aggravando le difficoltà causate prima dalla pandemia e ora dal conflitto in Ucraina. Tutti questi fattori si sommano alla transizione verso veicoli a emissioni zero e alla sempre maggiore attenzione dei produttori alle priorità ESG (ambientali, sociali e di governance).

Anna Zabeo, Marketing & Communication Support di ENG Automotive, approfondisce gli ultimi sviluppi nella gestione della Supply Chain per l’industria Automotive in una conversazione con Sara Capetti, esperta del settore e Sales Administrator presso Subaru Italia S.p.A. Questa intervista segue la puntata precedente dedicata alla Supply Chain per il settore Automotive e alla sua riconfigurazione in un contesto economico instabile.

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Sara, quanto incide sulla Supply Chain una buona pianificazione dell’ordine di produzione?

La fase di demand planning è un arco temporale delle Supply Chain fondamentale perché permette di verificare se la fabbrica è in grado di rispettare il piano di produzione dei vari distributori, incidendo positivamente o meno sulle fasi successive della catena di approvvigionamento.

In relazione alla difficoltà nel reperire le materie prime e alla crisi dei semiconduttori, una corretta pianificazione della domanda interna, esterna e dello stock permette di poter stimolare la vendita al cliente finale e incrementare la Customer Satisfaction, con l’obiettivo di minimizzare i tempi di consegna.

Nella fase di distribuzione come cambia la gestione dello stock nel piazzale tra un veicolo ICE e un veicolo BEV?

Distribuire non significa solo consegnare il prodotto finito al rivenditore o al cliente nel minor tempo possibile; infatti, in questa fase della Supply Chain, con l’introduzione dei BEV si affrontano tematiche anche a livello strategico e tattico/operativo.

Con l’avvento delle vetture elettriche si aggiunge una variabile ulteriore ossia la ricarica delle stesse, fattore che precedentemente era inesistente. Pianificare una buona capacità di ricarica con colonnine elettriche disponibili sul piazzale, che tenga conto anche del forecast riferito al volume di vendita previsto, permette di gestire questa fase in modo efficiente, senza avere difficoltà future sull’incapacità di ricaricare i veicoli.

Per le vetture BEV a stock, oltre alla manutenzione ordinaria è previsto un piano di manutenzione che, in aggiunta al monitoraggio del livello di carica della batteria, tiene conto anche di altri fattori come le tempistiche, la movimentazione delle vetture e la potenza totale di erogazione delle colonnine, in modo tale da ricaricare i veicoli nel minor tempo possibile.

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Quali criticità presenta la fase di trasporto?

Una rete distributiva razionale, moderna ed efficiente rappresenta un elemento chiave per il successo, in quanto la gestione del trasporto dei veicoli è complessa sia per le dimensioni dei beni trasportati sia per i danni che si possono causare agli stessi, come il rischio d’incendio che è maggiore nei BEV rispetto a veicoli ICE.

La differenza principale nel pianificare il trasporto da un veicolo a motore a combustione interna a uno elettrico è il peso e, per alcuni modelli, il volume della vettura.

In questo intreccio di variabili è rilevante pianificare nel dettaglio il viaggio: calcolare in modo preciso il carico di consegne, associare gli ordini alle tratte, evitando di lasciare spazio vuoto sulla bisarca e ottimizzando la capacità di carico per ridurre il numero di viaggi, quindi sostenendo meno costi di trasporto a vantaggio della sostenibilità ambientale.


Sara Capetti

Sara Capetti ha lavorato nel settore Automotive per diversi anni maturando buone conoscenze sia nell’ambito dei veicoli commerciali che delle auto e in particolare approfondendo nozioni riguardo le innovazioni tecnologiche che stanno rapidamente cambiando l’impostazione delle case produttrici. La sua passione per la natura la porta a seguire con particolare interesse l’evoluzione sostenibile dei mezzi di trasporto su gomma.

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