Formazione e consulenza dedicata

Formazione FleetManager EnergyManager Transizione Elettrico

L’importanza della formazione di Fleet Manager ed Energy Manager nelle aziende di trasporto

Il Fleet Manager è divenuta una figura sempre più ricercata nella gestione della realtà aziendale: egli si occupa di tutta la gestione del parco mezzi comprese le attività operative e amministrative che lo stesso comporta; si parla infatti di Fleet Management.

Il servizio svolto dal Fleet Manager può avvenire all’interno dell’azienda da parte di personale qualificato ma può essere anche esternalizzato tramite aziende che forniscono questo servizio.

Le mansioni principali di un Fleet Manager sono:

  • Studiare le migliori soluzioni di mobilità per i dipendenti e i collaboratori dell’impresa per aumentare il loro benessere e garantire maggiore sicurezza;
  • Gestire la flotta in modo efficiente per ottimizzare i costi;
  • Predisporre il budget della flotta, gestire le relazioni con i fornitori, le azioni di reporting e di riduzione dei consumi e, infine, garantire la massima efficienza della mobilità aziendale.

In stretta connessione con il Fleet Manager può lavorare anche l’Energy Manager. Quando si parla di gestione dell’energia – Energy Management – si fa riferimento alla valutazione a scopo strategico del consumo della stessa da parte delle imprese.

Questo ruolo è divenuto nel tempo sempre più importante tanto da richiedere una figura professionale dedicata che prende il nome, appunto, di Energy Manager, ossia colui o colei che, in collaborazione con la Dirigenza o altre figure aziendali (per esempio, l’Esperto in Gestione dell’Energia, E.G.E.), ha capacità tali da individuare, progettare e gestire piani per la riduzione degli sprechi sotto il punto di vista del consumo energetico.

In Italia questa figura è obbligatoria per tutte le realtà con un consumo annuo pari o maggiori a 10 mila tep/anno (tep = tonnellata equivalente di petrolio) e per le aziende operanti nel terziario, nel civile o nei trasporti con un consumo di 1000 tep/anno. È una figura indispensabile per le aziende con una forte politica di riduzione dei consumi, sia per migliorare l’impatto ambientale sia per ottimizzare i processi produttivi e quindi ridurre i costi.

E tale figura, così come quella dell’E.G.E., assumerà un ruolo chiave anche nelle aziende di trasporto, che in un arco temporale molto breve dovranno rivedere i propri piani di approvvigionamento e consumo di energia in virtù della transizione energetica a cui il mondo dei trasporti sarà sottoposto.

Stefano Casson, Transport Solutions Engineer, ci spiega nello specifico la proposta di formazione e consulenza di ENG Automotive Italia, con riferimento al comparto del Fleet Management e dell’Energy Management nei trasporti.

Ing. Casson, la vostra formazione dedicata a Fleet Manager ed Energy Manager quali vantaggi porta ad un’azienda di trasporto che si affida alla vostra consulenza?

Ing. Stefano Casson

“Nei prossimi anni, alle attuali competenze proprie del Fleet Manager se ne aggiungeranno altre legate all’energia e al suo approvvigionamento.

Nell’ambito dei Veicoli Commerciali, a titolo di esempio e giusto per essere concreti, oggi per il Fleet Manager è sufficiente che il Driver sia dotato di una Carta Carburante affinché siano garantiti la mobilità e lo svolgimento del suo compito principale, ossia il trasporto merci.

Domani, invece, con il passaggio per la verità, già in corso ai Veicoli Commerciali Elettrici, ciò non basterà. Il consumo e l’approvvigionamento di Energia Elettrica per l’alimentazione dei veicoli saranno i fattori chiave attorno a cui ruota l’intera attività del Fleet Manager, assieme ai ruoli non meno importanti dell’Energy Manager (se presente) e del Logistics Manager.

È per questo che in ENG Automotive Italia parliamo della necessità di reingegnerizzare tutti i processi, dalla scelta e dall’acquisizione dei veicoli fino all’uso razionale dell’energia, che passa tramite l’analisi e la diagnosi energetica dei consumi, con implicazioni sull’infrastruttura generale dell’azienda.

In questo contesto, tra i vantaggi principali che portiamo ai nostri Clienti vi è senza dubbio la riduzione dei consumi e dei costi energetici legati al trasporto, con la conseguente riduzione sia delle emissioni di CO2 dell’intera Flotta che del Total Cost of Ownership. Ma non ci fermiamo qua. Non meno importanti, infatti, sono i vantaggi ottenuti dalla riduzione dei tempi decisionali nella scelta dei veicoli.”

Qual è il legame fondamentale che mette in relazione la formazione con la riduzione del Total Cost of Ownership dei veicoli?

“Il Total Cost of Ownership si fonda essenzialmente su tre pilastri: costo di acquisizione del veicolo (tramite Leasing o Noleggio), costo di gestione e, infine, valore residuo dello stesso, cioè il valore del veicolo al termine del suo utilizzo.

Con l’introduzione in Flotta di veicoli elettrici diventa ancora più importante saper collegare i tre pilastri. Certo, vi sono in commercio parecchi Software che aiutano in tale lavoro, tuttavia ciò che la nostra esperienza sul campo ha fatto emergere è che non tutti i Fleet Manager, anche i più qualificati, siano in grado di valutare correttamente i risultati ottenuti.

In altri termini, per tornare alla domanda, il filo conduttore del nostro percorso di formazione dedicata è il cosiddetto “principio di congruenza”: se gli ingredienti di partenza sono di bassa qualità o non pertinenti (tipologia di veicolo e di allestimento, destinazione d’uso, guida economica…), il risultato, cioè, il Total Cost of Ownership, sarà scadente.”

Ecco perché, in un settore che sta evolvendo rapidamente, sarà sempre più importante una formazione e una consulenza di alto livello e, soprattutto, trasversale, che sia capace, cioè, di trasmettere ai Clienti competenze e strumenti utili di tipo strategico e decisionale.